Dario
De Notaris
Vite condivise. Dal newsgroup al social network
Pagine
148, formato 23 cm, anno di pubblicazione 2010,
prezzo
di copertina € 12,00, ISBN 88-86908-89-4.
Google, Facebook, YouTube, Wikipedia. Sono solo alcuni
degli strumenti che gli utenti della Rete utilizzano nelle loro
pratiche di vita quotidiana. Sempre più, infatti, il Web è accessibile
attraverso quei dispositivi digitali che gli individui adoperano per
comunicare tra loro, accedere alle informazioni e scambiare file. Negli
anni queste pratiche sono state realizzate attraverso particolari
luoghi digitali, come newsgroup e forum, contraddistinti da un forte
anonimato. Ultimamente, con la presenza di blog e social network, gli
individui hanno iniziato a condividere informazioni inerenti la propria
sfera sociale riaffermando pubblicamente la propria identità. Al
nickname e all’avatar si sostituiscono il nome, il cognome, le foto e i
video. Dal file-sharing si passa al life-sharing, alla condivisione
della propria vita.
Il libro presenta una riflessione teorica sul rapporto che si instaura
tra l’individuo e i nuovi media e di come gli stessi processi di
costruzione e diffusione della cultura passino attraverso tali
dispositivi. Comparando i dati emersi dalle recenti indagini
internazionali sui consumi mediali degli utenti di Internet, il testo
si sofferma, infine, sull’analisi degli aspetti culturali di alcuni dei
principali siti web.
Dario De Notaris
(Napoli, 1981) è dottore di ricerca in Sociologia e Ricerca sociale
presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Si occupa dei
mutamenti sociali e dei processi culturali legati ai nuovi media. È
cultore della materia per gli insegnamenti di “Teorie e tecniche dei
vecchi e nuovi media”, “Comunicazione e culture giovanili” e “Tecniche
di e-learning”, presso la Facoltà di Sociologia dell’Ateneo
federiciano. Svolge attività di ricerca nell’ambito dell’Osservatorio
Territoriale Giovani di Napoli e provincia; è impegnato, inoltre, nelle
attività di ricerca e sviluppo del Progetto e-Learning della Federico
II.
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